
Da quando è stato introdotto l’utilizzo del VAR non si fa altro che parlarne, alcune volte in senso positivo, molte volte in senso negativo.
Io sono a favore della moviola in campo da sempre. A patto che venga utilizzata in maniera oculata, non invasiva e chiaramente bipartisan. Ma al momento non sembra proprio sia così.
Da questa stagione gli arbitri possono avvalersi del VAR nei seguenti casi:
- per stabilire la regolarità di un gol.
- per decidere se espellere un giocatore.
- per decidere se dare un rigore.
- per correggere l’ammonizione o l’espulsione del giocatore sbagliato.
Inoltre la metodologia per potersi avvalere del VAR segue sempre questo iter:
- il VAR (primo arbitro designato a stare davanti al monitor) e l’AVAR (assistente del primo) informano l’arbitro riguardo a una decisione da rivedere;
- il VAR e l’AVAR rivedono le immagini video, spiegando all’arbitro cosa è successo;
- l’arbitro, per decidere, potrà rivedere il video a bordo campo.
Uno dei primi a lamentarsi di questo sistema è stato Gigi Buffon, proprio nella partita contro il Genoa, e non perchè gli è stato fischiato un rigore contro, ma per la lentezza di tutto il procedimento, fermando il gioco per diversi minuti. “Sembra di giocare a pallanuoto, non a calcio”, il suo commento.
Effettivamente, seguendo i tre punti cardine della metodologia, si possono perdere diversi minuti, spazientendo sia i giocatori che i tifosi.
Il Genoa ha già avuto a che fare diverse volte con il VAR in questa stagione, nello specifico:
2° giornata: Genoa-Juventus 2-3 rigore a favore e rigore contro fischiati.
3° giornata: Udinese-Genoa 1-0 espulsione comminata a Bertolacci (quando l’arbitro non aveva neanche fischiato il fallo, e con almeno 2-3 minuti di ritardo).
Ieri invece, ci sono stati almeno 3 episodi per poter utilizzare il VAR in Inter-Genoa, ma secondo il Sig. Guida ed i suoi assistenti non ce n’è mai stato bisogno.
Gli episodi in questione sono:
- gol di D’Ambrosio, dove carica fallosamente Omeonga.
- espulsione di Omeonga.
- espulsione di Taarabt.
Ci pare strano che nè all’arbitro nè agli assistenti sia venuto in mente di andare a ricontrollare se questi episodi fossero o meno dubbi, ci piacerebbe avere la riconferma con gli episodi avvenuti a sfavore della squadra di casa.
In definitiva, fatta così la VAR, non serve a niente, o comunque a molto poco. Perchè gli arbitri faranno sempre come e cosa vogliono. Con buona pace di tecnici, giocatori e tifosi. E come detto andrebbe velocizzato il tutto, dando potere all’arbitro VAR di poter già dire all’arbitro in campo cosa decidere, senza che almeno 6 occhi debbano vedere tutto rallentando il gioco in modo esasperato ed anche noioso.
E allora quale soluzione si potrebbe adottare per migliorare il prodotto?
L’introduzione del cosiddetto “challenge”, ossia la chiamata dalla panchina della verifica in tempo reale se un’azione sia regolare o meno. Nella pallavolo ogni panchina può chiamare la moviola 2 volte per ogni set, nel calcio si potrebbe fare che opgni mister possa richiamare l’attenzione della tecnologia per un massimo di 2 volte per tempo, mentre l’arbitro potrebbe accedervi tutte le volte che vuole.
Mi direte, ma così si rallenta ancora di più il gioco? Può essere.
E se un allenatore ravvisa un episodio sospetto ma ha già chiamato due volte l’intervento del VAR? Eh, c’è poco da fare, le regole sono regole. Bisogna saper sfruttare le chiamate.
Ma intanto potrebbe essere un modo più credibile di affrontare il VAR, e non con la decisione che spetta sempre all’arbitro se utilizzarlo o meno.
Sarebbe curioso sapere quale sia il pensiero in proposito sul VAR a colui che più di tutti spingeva per la moviola in campo, il mitico Aldo Biscardi. Il figlio Maurizio non più tardi di pochi giorni fa si è detto entusiasta dell’avvento del VAR e che è una loro vittoria. Ma secondo il mio parere il padre non lo avrebbe sognato così “di parte” come la vogliono gli arbitri.
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